Strizzacervelli Si, Strizzacervelli No! - Cesvipe

Vai ai contenuti

Menu principale:

Articoli e Curiosità > Psicologia

Strizzacervelli Si, Strizzacervelli No!

"Perchè ad ammalarsi non è sol la nostra anima, ma anche le nostre idee,
che quando sono sbagliate intralciano e complicano la nostra vita rendendola infelice"
Paul Watzlawick

Erroeneamente si pensa che per rivolgersi ad uno psicologo bisogna "essere matti".
Luogo comune diffuso ma fuorviante.
Qui bisognerebbe  aprire un altro capitolo su cosa sia la "pazzia" o "follia", per il momento, basta sapere che era un espressione anticamente e largamente usata per identificare alcune caratteristiche della personalità di un individuo, in particolar modo tutte quelle che uscivano dagli schemi sociali. Ancora oggi la paura della follia è molto forte nell'opinione pubblica che tende a relegare il diverso tra i "pazzi".
Per lo psichiatra Thomas S. Szasz il concetto stesso di "malattia mentale" servirebbe a celare l'esistenza di un conflitto nei rapporti umani. Quindi, interpretare le difficoltà di relazione alla luce della malattia mentale è un'eredità della demonilogia e della stregoneria del Medioevo che ancora ci portiamo dietro.
Se in casa si rompe un elettrodomestico, prezioso per le sue funzioni, siamo pronti a chiedere aiuto ad un esperto del settore per ripararlo, sperando che lo faccia anche al più presto. Ma se si tratta di noi: se qualcosa non funziona più, se siamo troppo stressati, in preda all'ansia, tristi a tal punto da essere inappetenti e insonni, sempre arrabbiati, se siamo intrappolati nella ragnatela di una relazione malsana, se litighiamo con il nostro partner e non riusciamo più a comunicare ma costruiamo muri che mettono distanza, se questo malessere interferisce con la vita lavorativa, sociale e familiare, se continuiamo a soffrire nonostante l'esito positivo dei consulti medici e così via, siamo più riluttanti nel chiedere aiuto. Soprattutto se la figura di cui abbiamo bisogno appartiene al mondo "psi"!
Allora si iniziano a trovare mille scuse per non chiedere aiuto o rimandare, per esempio "posso farcela da solo", "costa troppo", "non ho tempo", "non mi va di raccontare i fatti miei ad uno sconosciuto", "cosa potrebbero pensare gli altri", "non ho una malattia psichiatrica", "prendo qualche pasticca e passa tutto".
Quello che non tutti sanno, è che lo psicologo, non si occupa solo di malattie psichiatriche ma in un determinato momento della nostra vita, può essere utile per superare gli ostacoli senza intercorrere in ulteriori problemi, prima che alcuni si cronicizzino. Non è necessario aspettare di trovarsi in una situazione estrema per prendere la sana decisione di chiedere aiuto, soprattutto se vogliamo bene a noi stessi e ci rispettiamo.
Sicuramente lo psicologo non è un mago, non possiede la bacchetta magica, non possiede verità assolute o uguali per tutti. A me piace considerarlo uno studioso dell'anima e delle relazioni umane che adotta un modello multifattoriale detto bio-psico-sociale che tiene conto sia dei fattori biologici ereditari, sia dei fattori psicologici soggettivi, sia delle cause sociali esterne che concorrono insieme all'insorgere del malessere. La patologia, spesso innescata da un evento stressogeno, è quindi il frutto di fattori diversi. E' un esperto che ascolta con empatia e non giudica, a volte un'artista che deve anche saper improvvisare, un abile sarto che cuce dei vestiti su misura e aiuta a capire quale sia la strada più adatta verso il benessere.
La buona riuscita di una terapia dipende tanto dalle competenze e dall'orientamento dello psicologo/psicoterapeuta quanto dalla personalità, dalla motivazione al cambiamento e dalle rigidità di chi chiede aiuto.
E' un viaggio che si percorre in due, un cammino arduo e non privo di trappole, ma ricco e affascinante in grado di fornire strumenti per affrontare "ciò che c'è di irrisolto nei nostri cuori".



Leggi Anche...

Psicologia
Non solo Pasta...
Comportamenti Alimentari.
Cosa facciamo e come lo facciamo fa la differenza!
Curiosità
 
Torna ai contenuti | Torna al menu