Mindfulness - Cesvipe

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La Mindfulness
La Mindfulness è un particolare modo di stare al mondo. Consiste nell'abitare a pieno il momento presente: nell'essere presenti allo svolgersi della propria vita nel momento in cui accade. Mindfulness è la traduzione di una parola in lingua Pali: SATI, che significa consapevolezza, attenzione e memoria, memoria non del passato, ma del fatto che stiamo vivendo in questo preciso momento. L'ideogramma cinese per Mindfulness è "nian", combinazione di due caratteri diversi: la parte superiore significa "adesso", mentre la parte inferiore significa "cuore" e "mente", quindi l'ideogramma completo indica l'atto di vivere il momento presente con il cuore e con la mente. E dato che siamo spesso distratti a ripensare al passato o ad anticipare il futuro, la Mindfulness consiste nel riportare l'attenzione all'esperienza del presente: alle sensazioni fisiche, alle emozioni e ai pensieri del momento. Sì, anche ai pensieri, perché la Mindfulness non si propone di scacciare i pensieri per trovare la pace (anzi di solito più si provano a scacciare, più tornano), si propone di restare in pace con tutto ciò che c'è, pensieri compresi.
Com'è possibile questo?
Assumendo la posizione dell'osservatore rispetto a tutto ciò che si presenta, che è la posizione della presenza mentale. Utilizzando le parole di Gilbert e Choden, <<acquisiamo una vista “dal balcone” rispetto a quello che succede nella nostra mente>> e aggiungerei, nel nostro corpo. Ciò si raggiunge attraverso la pratica quotidiana che consiste nell'allenarsi a restare nel presente con l'ausilio di punti d'ancoraggio tra cui il respiro, le sensazioni corporee, i suoni. Il respiro ha la stessa qualità del momento presente: dura un attimo e se ne va e si rinnova ad ogni istante. I suoni che ascoltiamo sono sempre nel presente, il corpo con le sue sensazioni, ovunque vaghi la mente, è sempre nel presente!
Queste pratiche di consapevolezza hanno un’origine antichissima, derivano da una particolare forma di meditazione Buddhista: la meditazione Vipassana.
Verso la fine degli anni ’70, il prof. Jon Kabat-Zinn, biologo molecolare professore di medicina comparata, mette a punto un Protocollo strutturato (MBSR) raccogliendo le pratiche di consapevolezza di cui aveva sperimentato i benefici su di sé, spogliandole dei significati religiosi ed aggiungendo elementi psicoeducativi ed attività provenienti dalla psicoterapia cognitivo comportamentale.
Da quel momento si sono moltiplicate in tutto il mondo le ricerche rispetto agli affetti della Mindful Meditation. Tra queste, numerose sono quelle a favore dell'efficacia della Mindfulness rispetto alla gestione di stress, ansia, panico, impulsività, pensieri ossessivi, ricadute nella depressione, disturbi alimentari, fibromialgia, dolori cronici, problemi cardiaci, asma, disturbi psicosomatici, disturbi gastrointestinali, astenia e disturbi del sonno.
In particolare, le neuroscienze hanno dimostrato che la pratica costante della Mindfulness è in grado di generare un aumento dell’integrazione della corteccia prefrontale a favore di una migliore regolazione emotiva e di una maggiore lucidità di pensiero e un aumento delle connessioni “calmanti” che dalla corteccia prefrontale sinistra raggiungono l’amigdala (porzione del sistema limbico iperattivata dallo stress e da emozioni forti quali ansia e rabbia).
(R. Davidson).
Al di là del soffrire o meno di qualche disturbo, la Mindfulness è utile a chiunque desideri migliorare la qualità della propria vita, per non rischiare che trascorra senza esserci mai veramente stato.

                                                                        




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