Comportamento e peso: quanto i nostri comportamenti influiscono sulla gestione del peso? - Cesvipe

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Comportamento e peso
Quanto i nostri comportamenti influiscono sulla gestione del peso?
Mangiare è un atto necessario alla nostra sopravvivenza, eppure il cibo non rappresenta un semplice nutrimento per il nostro corpo ma acquista, di volta in volta e per ciascuno di noi, significati diversi a seconda del momento, degli eventi, degli stati d’animo.  Ogni occasione è buona per mangiare: la pizza con gli amici, gli aperitivi, le feste, le ricorrenze, per non parlare di tutte quelle volte in cui mangiamo per noia, magari davanti alla televisione, o perché dobbiamo consolarci di una giornata troppo stressante.  Con questo articolo voglio parlarvi degli innumerevoli stimoli che ci spingono a mangiare in eccesso e di come imparare a gestirli attraverso l’utilizzo di semplici strategie comportamentali.  Gli stimoli si dividono in due categorie: gli stimoli “interni”, quelli cioè che arrivano dalle emozioni (rabbia, tristezza, noia, gioia) e gli stimoli “esterni”, ossia quelli che arrivano dall’ambiente: avere il gelato in frigorifero, passare davanti al forno che” fa quella pizza strepitosa!”, i cioccolatini in bella vista vicino il divano, la festa di compleanno del nostro amico o collega, sono solo alcuni esempi. Imparare a controllare questa moltitudine di stimoli è un compito non sempre facile, ma è il primo passo verso il recupero di un rapporto più equilibrato con il cibo e con il nostro corpo.  Sei anche tu tra quelli costantemente alla ricerca della “dieta perfetta”, in grado di far perdere peso rapidamente, ma soprattutto capace di non far riprendere mai più i chili di troppo una volta riprese le vecchie abitudini alimentari? Sì perché rinunciare al cioccolato “consolatorio” o agli snack “passatempo” è un’impresa praticamente impossibile. Purtroppo, come ho già detto in un altro articolo in cui ho parlato dell’importanza e della difficoltà del mantenimento del peso perduto (se vuoi saperne di più clicca qui), non esistono diete “miracolose”, ma solo un cambiamento di prospettiva che ci porti a riconsiderare quello che è il nostro comportamento alimentare. E qui torniamo a parlare di stimoli, ossia di tutte quelle situazioni o stati d’animo che influenzano il modo in cui ci rapportiamo con il cibo. Ognuno di noi ha il suo “punto debole”, per alcuni sono le emozioni per altri la vista o l’odore del cibo. Occorre, quindi, imparare a riconoscere gli stimoli che ci mettono a rischio e modificare tutti quei comportamenti che caratterizzano non solo il momento in cui si mangia, ma anche quelli che precedono e seguono gli appuntamenti con il cibo.  Da dove cominciare?  In questo articolo e in quelli che seguiranno parlerò degli “stimoli esterni”, un articolo a parte lo dedicherò agli “stimoli interni”, ossia gli stati d’animo che spesso ci spingono a mangiare in eccesso.
Di seguito vi elenco le situazioni che maggiormente mettono a rischio:
1.  fare la spesa
2. riporre il cibo
3. preparare da mangiare
4. preparare la tavola
5. mangiare
6. terminare il pasto
7. le situazioni sociali



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