Bullismo - Cesvipe

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Il Bullismo


Il bullismo è una forma di comportamento sociale di tipo violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica ed è attuato nei confronti di persone considerate bersagli facili (bambini diversi in qualcosa, bambini che non saranno facilmente aiutati perché hanno pochi amici, bambini meno forti). Questo scenario è solitamente composto da 3 attori: il bullo o colui che aggredisce, la vittima colui che subisce e i testimoni che rimangno spesso ad osservare in silenzio.


I più comuni atti di bullismo: minacce, sottrazione di beni personali, umiliazioni, prese in giro, esclusione del gruppo dei coetane, isolamento, uso di smorfie e gesti volgari, diffusione di pettegolezzi sulla vittima ecc..
La vittima è il soggetto prevaricato e vittimizzato esposto ripetutamente all’azione offensiva da parte di uno o più compagni, facile bersaglio di umiliazioni, ricatti, scherni e prepotenze. Nella vittima si generano sentimenti di paura, rabbia, vergogna, colpa e la combinazione di questi sentimenti porta spesso il bambino a non raccontare l’accaduto.
Le vittime di bullismo possono manifestare il loro disagio attraverso:
  • sintomi fisici o somatici (mal di pancia, mal di testa)
  • sintomi di ansia e alterazioni del tono dell’umore
  • manifestazioni immotivate di avversione verso la scuola
  • calo improvviso e non spiegabile del rendimento scolastico
  • variazioni del ritmo sonno veglia, incubi e risvegli notturni
  • innappetenza.
Il bullo ha in sé la volontà di piegare ai propri voleri qualcuno con azioni intimidatorie e spesso violente agendo contro la vittima in modo intenzionale e persistente. Privo di una piena consapevolezza dei propri stati emotivi rimane preda della propria parte più istintiva.
Gli osservatori possono vivere in un contesto di ansia e paure, con conseguenti difficoltà relazionali e possono sentirsi manipolati dal gruppo, vivendo anche loro un intenso disagio emotivo.
Mentre i bulli si sentono pienamente soddisfatti quando riescono ad annullare l’autostima e la capacità di reazione del coetaneo/a preso di mira , la vittima spesso si chiude nel dolore delle umiliazioni subite, cercando dentro di se la “colpa” di tali atteggiamenti denigranti. Ne consegue una profonda sofferenza psicologica.

Per tutto questo è di estrema importanza non sottovalutare le conseguenze psicologiche e le manifestazioni di disagio, sia a breve che a lungo termine che possono manifestarsi sia nel bullo, sia nella vittima, che negli osservatori.
 
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